Descrizione
Sabato 28 marzo alle ore 16 in via degli Alpini si terrà l’inaugurazione del murales realizzato dall’artista Cristina Donati Meyer nell’ambito della Primavera della Legalità promossa dei Comuni della zona e della rassegna Buccinasco contro le mafie
Buccinasco (24 marzo 2026) – Buccinasco ricorda e fa memoria di Lea Garofalo, testimone di giustizia, una donna che aveva cercato di costruire una vita nuova per sé e sua figlia Denise, una vita distante da quella ‘ndranghetista alla quale sembrava destinata.
Sabato 28 marzo alle ore 16 l’assessorato alla Cultura antimafia organizza l’inaugurazione del murales “Io vedo, io sento, io parlo” realizzato dall’artista Cristina Donati Meyer in occasione della Primavera della Legalità promossa dai Comuni della zona e della rassegna Buccinasco contro le mafie. Il murales si trova in via degli Alpini, nei pressi dell’incrocio con via Garibaldi, sulla parete esterna dell’Oratorio S. Adele, con cui l’Amministrazione ha condiviso l’iniziativa.
“Quante donne – dichiara la vicesindaca Rosa Palone, assessora alla Cultura antimafia – hanno pagato con la vita il coraggio di dire no? Quante sono state uccise perché hanno rotto gli schemi, perché hanno alzato la testa, perché hanno voluto e preteso di essere libere, anche dalla mafia? Lea Garofalo è una di loro, una donna che ha pagato con la vita il suo coraggio di dire no alla ‘ndrangheta. Il suo sacrificio non sarà vano. Il Comune di Buccinasco si impegna a continuare a lottare contro la criminalità organizzata e a promuovere i valori di giustizia e legalità che Lea ha difeso fino all’ultimo. Questo murales è un omaggio alla sua memoria e un messaggio di speranza per un futuro più giusto e più libero".
Il nome di Lea Garofalo, ogni anno, viene ricordato nella Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie: è stato ricordato lo scorso 21 marzo a Torino e sarà nuovamente ricordato lunedì 30 marzo a Corsico alle ore 10.30 al Parco Verdi in occasione della manifestazione dei Comuni del Sud ovest Milano durante la Primavera della Legalità.
Nata nel 1974 a Petilia Policastro, in provincia di Crotone, Lea Garofalo fu sottoposta a protezione nel 2002 perché aveva deciso di diventare una testimone di giustizia, raccontando delle faide interne tra la sua famiglia e quella del suo ex compagno Carlo Cosco.
Dopo alterne vicende legate alla protezione, Lea nell’aprile del 2009 decise di rinunciare a ogni tutela e tornare in Calabria, per poi trasferirsi a Campobasso in una casa che le aveva trovato l’ex compagno. Il 5 maggio riuscì a sfuggire a un agguato. Nel mese di novembre Carlo Cosco decise di portare a compimento il suo piano. Così attirò l’ex compagna a Milano con la scusa di parlare del futuro della loro figlia Denise.
La donna fu rapita e consegnata a Vito e Giuseppe Cosco, che la torturano per ore per farla parlare e poi la uccisero. Il corpo venne portato in un terreno nella frazione di San Fruttuoso (Monza) dove venne bruciato in un barile d’acciaio.
Ufficio stampa Comune di Buccinasco
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Ultimo aggiornamento: 24 marzo 2026, 17:38